Vita da celiaca: prime reazioni


Vediamo come tutto è iniziato.

Squilla il cellulare ed è mio padre; mi dice che sono arrivati i risultati delle analisi, che sono celiaca. Devo ancora fare la gastroscopia, però è praticamente certo.

 Sono celiaca. Va bene, ma fino alla gastroscopia non è sicuro niente, faccio quest’esame, aspetto la risposta, poi si vedrà.

Vado all’ospedale con prenotato un pacchetto completo: analisi (di nuovo) e gastroscopia. Un tubo passa per il mio naso, raggiunge l’intestino e preleva  campioni di tessuti. Una cosa non molto piacevole, ma tutto sommato sopportabile. 

Torno a casa ed inizio ad eliminare il glutine, giusto per abituarmi all’idea, levando gli alimenti proibiti ma senza preoccuparmi di contaminazioni varie, tanto ancora non è sicuro, ancora non sono celiaca, forse non lo sarò mai. Poi un’altra telefonata.

<<Sei celiaca, vabbè tanto lo sapevamo.>>

Lo sapevamo.. voi lo sapevate! Io ancora non mi ero rassegnata all’idea! 

 All’inizio non volevo crederci, continuavo a negare l’evidenza; anche stando attenta a quello che mangiavo, dentro di me ero convinta che tutto ciò fosse inutile, che io non fossi celiaca. Si, avevo un certificato a dimostrarmi il contrario, con scritta nero su bianco la mia diagnosi, eppure continuavo a non crederci.

Poi iniziai a capire che c’era poco da fare, che fingere di non esserlo non avrebbe portato a niente, o, più semplicemente, con il tempo mi abituai all’idea: sono celiaca punto, è ora di accettarlo.

Ci volle ancora un po’ di tempo, però,un altro passaggio: la rabbia. Verso chi? Verso cosa?

Avevo un odio indiscriminato, rivolto a tutti. Un fuoco che mi bruciava dentro, pronto ad esplodere verso il primo malcapitato. Verso chi non era come me, verso chi mi diceva:  

“ È solo una scocciatura, nulla di più”;

 “Adesso puoi comprare di tutto”, o

 “Non ci credo che una briciola ti possa far male”.

Rabbia verso chi mangiava indisturbato il suo panino tutto pieno di glutine, verso chi aveva una bel piatto di pasta, normale, davanti a sé, verso chi mi diceva che ci sono mali peggiori e che non avrei dovuto lamentarmi. Certo, ci sono condizioni molto più gravi della mia, esistono tumori o malattie che ti costringono a letto, sulla sedia a rotelle, e molte altre ancora, ma questa è quella che ho io. Che mi permette di vivere una vita normale, posso studiare, lavorare, fare sport, eppure allo stesso tempo è piena di tante piccole difficoltà. Quindi ero sommersa da questa INUTILE rabbia.

Poi passò anche quella. Non so dire perché, così come non so dirlo per la fase precedente. Forse mi resi conto che tutta quella rabbia mi faceva stare male, molto più della celiachia di per sé.

Così adesso quel fuoco indiscriminato è spento (pronto a riaccendersi in caso di necessità 😀 ), non credo più che la mia diagnosi sia sbagliata, ed ora posso ufficialmente dire: sono celiaca..e adesso?

Vita da celiaca: prime reazioniultima modifica: 2015-10-04T19:50:46+00:00da eligi2493
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